Tecnica pianistica – Heinrich Neuhaus

Ciao,

Per i piccolissimi la strada per la tecnica pianistica deve essere un gioco: suoniamo sul tetto (registro acuto), scendiamo in cantina (registro grave); con gli animali: ecco l’uccellino che canta forte o piano; l’elefante che corre svelto e quando è stanco si riposa, cammina più lentamente ecc.

Per  gli adulti ecco come spiega la tecnica pianistica Heinrich Neuhaus:

“…e adesso provate a dire diciassette volte “a”: un a entusiastica, un a interrogativa, un a minacciosa, un a di sorpresa, un a grido di dolore, un a gioiosa, ecc. (probabilmente in natura di queste a ce ne saranno più di diciassette).
Ho questo in mente quando affermo che prendere un unico suono con un dito al pianoforte è già un compito, e per di più un compito interessante e importante sul piano della esperienza. Certo, l’a verbale ha un vantaggio rispetto a un suono musicale perché è già un’espressione completa, è già un discorso, mentre un suono isolato non è ancora musica, discorso musicale: la musica comincia solo con due suoni…
Ma nel pianoforte si può prendere un unico suono in tanti modi diversi per cui ciò costituisce già un compito tecnico interessante…su una nota sola si può studiare tutta la grandissima varietà dinamica del pianoforte; questa unica nota si può prendere con diverse dita, col pedale e senza pedale, la si può prendere come una nota molto lunga e tenerla fino alla totale scomparsa del suono, poi come una nota sempre più breve.
Se chi suona ha immaginazione, in una sola nota riuscirà a esprimere un’enorme quantità di sfumature del sentimento: tenerezza, coraggio, ira, ESTASI alla Skrjabin, solitudine, vuoto e molte altre cose; certo, occorre immaginare che tale suono ha avuto un “passato” e ha un “futuro”.
Se siete un musicista e per di più un pianista, ed evidentemente amate il suono del pianoforte – anche non affaccendarsi con un unico suono, un bellissimo suono pianistico, questo ascoltare lo splendido tremito di una corda argentata – sarà per voi una grande beatitudine e vi farà sentire già ai confini dell’arte.
Si può dare anche a un bambino questo compito a prima vista non musicale e meccanico, destando in lui la prima volta, come indicato sopra, l’amore per l’esperienza, la ricerca, la conoscenza, indirizzandolo sulla strada della tecnica artistica.”
(L’arte del pianoforte – Rusconi Editore)

A presto!
Gabriella

L’arte del pianoforte

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