Cartone animato 10

Ciao,

ecco un vecchio ma  bellissimo cortometraggio della Walt Disney sull’origine degli strumenti musicali.

A presto

Gabriella

 

Libri per principianti:

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False credenze

Ciao,

sono molte le persone che mi dicono che hanno sempre sognato di imparare a suonare il pianoforte, ma che per motivi economici o di tempo non lo hanno mai realizzato e pensano che ormai sia troppo tardi per iniziare, che sia troppo difficile, che ci voglia tanto tempo per imparare a suonare, oppure pensano di non essere portati, di avere la mano piccola, di non avere orecchio. Oppure mi dicono che non hanno lo spazio per il pianoforte e pensano che iniziare utilizzando una tastiera non si possa imparare bene.

Sono tutte false credenze.

Tutti possono imparare a suonare il pianoforte anche se non si incomincia da bambini, ma la fascia di principiante alla quale si appartiene è importante per avere chiari e non avere aspettative irragiungibili.

Si impara senza sforzo fino ai 12 anni, ed è la fascia ideale per iniziare a studiare il pianoforte, ed è la fascia d’età per diventare grandi pianisti.

Dai 13 ai 19 anni si diventa pianisti concertisti ma è più difficile diventare giovani stelle.

Dai 20 ai 35 anni si diventa pianisti concertisti ma si dovrà lavorare molto.

Dopo i 35 e con l’aumentare dell’età, varia da persona a persona, quello che si può imparare, non si diventa pianisti concertisti, ma si possono imparare in maniera adeguata tantissimi brani.

Le caratteristiche della mano variano da persona a persona, può essere meno flessibile.

Se pensi di avere la mano piccola per imparare a  suonare il pianoforte puoi essere tranquillo perché è perfettamente normale.

Per il corso base di pianoforte, il problema non esiste, poi se si vuole continuare lo studio del pianoforte, e del resto come ho fatto io, si scelgono brani che si adattano all’estensione della propria mano. Anche una mia ex insegnante ha le mani piccole eppure è una bravissima concertista.

Tutti abbiamo orecchio, tutti sappiamo distinguere la differenza tra una voce maschile e una femminile. La voce di un bambino da quella di un adulto e in ambito musicale riconoscere un suono acuto da uno grave. Sono capacità che bastano per iniziare a suonare uno strumento musicale poi se si vuole continuare ci sono esercizi specifici.

All’inizio e fino ad un anno di studio, si può imparare utilizzando una tastiera, la tastiera deve avere almeno 5 ottave e i tasti devono avere la stessa dimensione di quelli del pianoforte.

Poi si deve passare ad un pianoforte digitale con gli 88 tasti pesati o a un pianoforte acustico. Il pianoforte acustico e la tastiera non sono paragonabili come meccanica e qualità. Con la tastiera non si può gestire l’intensità ad eccezione delle tastiera pesate. La tastiera ha il vantaggio di occupare poco spazio, si può acquistare su internet, non si scorda, non ha bisogno di manutenzione ed è facilmente trasportabile. Inoltre ha un prezzo decisamente inferiore ad un pianoforte acustico.

Se vuoi imparare a suonare il pianoforte e anche tu pensi che sia troppo tardi per iniziare sperimenta la tua capacità di imparare a suonare subito il pianoforte.

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A presto

Gabriella

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Frantisék Kupka

Ciao,

il quadro del pittore  boemo Kupka è del 1909, si intitola “I tasti del pianoforte”  ed è conservato alla Galleria Nazionale di Praga.

Kupka paragonò il processo di composizione pittorica a quello musicale:

 con ottantotto tasti si possono ottenere molteplici melodie, anche con tre colori primari si  possono ottenere una varietà infinita di colori.

Kupka è stato precursore dell’Astrattismo Lirico.

In questa corrente pittorica non c’è più riferimento alla realtà, si mette invece  in evidenza l’emotività e prevale il ruolo espressivo e simbolico del colore.

A Presto!

Gabriella

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Vasilij Kandinsky

Ciao,

il 2 gennaio del 1911, V. Kandinsky  partecipò ad un concerto del compositore austriaco Arnold Schönberg, ne rimase molto colpito tanto che decise di dare forma alle sue impressioni con un dipinto.

Kandinskij utilizzava, per i suoi dipinti, termini presi dal linguaggio musicale: impressione, improvvisazione, composizione.

Titolo:  Impressione III – Concerto. 

Il dipinto, è conservato presso la Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco di Baviera.

Il triangolo nero rappresenta il pianoforte, a sinistra ci sono gli spettatori del concerto e il giallo viene interpretato come il suono che arriva al pubblico. 

Kandinskij nelle sue ricerche si sentiva vicino a Schonberg
che con l’atonalità aveva rivoluzionato le regole della musica classica.
Per Kandinsky  l’arte è come la musica: i colori sono come note musicali, che l’artista scrive sullo spartito per toccare l’anima di chi si trova davanti al dipinto.
Kandinskij fu il primo a non rappresentare la realtà e diede inizio all’arte astratta, realizzò la sua rivoluzione pittorica con l’assenza di disegno, colori accesi, masse di colori, forme astratte.

“Da un punto di vista musicale l’azzurro assomiglia a un flauto, il blu a un violoncello, quando diventa molto scuro al suono meraviglioso del contrabbasso;
nella sua dimensione più scura e solenne ha il suono profondo di un organo.
Il giallo-limone brillante ferisce a lungo l’occhio,
come un acuto squillo di tromba ferisce l’orecchio.
Il rosso cinabro suona come una tuba e si può paragonare ad un forte rullo di tamburo.
Da un punto di vista musicale esprimerei il verde assoluto con i toni calmi, ampi,
semi-gravi del violino.” V. Kandinsky – Lo spirituale nell’arte

Maurizio Pollini interpreta Schoenberg:

A presto!

Gabriella

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Rosetta Tharpe

Ciao,

cantante, chitarrista e compositrice, Sister Rosetta Tharpe
(Cotton Plant 1915 – Filadelfia 1973)
è stata pioniera della musica gospel e del rock’n’roll ed è considerata la prima grande star del gospel.

Le sue esibizioni pubbliche iniziarono all’età di quattro anni, accompagnava la madre che suonava il mandolino e predicava in tutto il sud degli Stati Uniti.

E’ diventata popolare negli anni trenta e quaranta grazie alla fusione di spiritual e blues. A 23 anni, registrò per la Decca Records. La mescolanza di musica sacra e profana creò scandalo tra i fedeli mentre il pubblico laico ne fu entusiasta.

Ha influenzato molti musicisti tra cui Elvis Presley e Jerry Lee Lewis

La prima canzone gospel a entrare nella top ten della Hit Parade di Billboard fu la sua canzone Strange Things Happening Every Day.

A presto!

Gabriella

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Il talento da solo non basta

Ciao,

per diventare grandi pianisti,
il talento da solo non basta,
bisogna impegnarsi molto e studiare nel modo corretto.
Il grande pianista e didatta Einrich Neuhaus ce lo consiglia con un esempio da imitare:
“Si dice che il celebre pianista Tausig, rientrando dopo il concerto,
amasse suonare tutto il programma da lui eseguito molto leggero e non veloce.
Esempio degno di imitazione!
Leggero significa: estremamente concentrato, attento, coscienzioso, preciso, scrupoloso,
con un suono bello, tenero.
Splendido regime non solo per le dita, ma anche per l’orecchio, correzione immediata
di imprecisioni e casualità sorte nell’eccitazione del concerto!”
L’arte del pianoforte – Rusconi

A presto!
Gabriella

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Esiste un unico modo di sedere?

Ciao,

Non esiste un solo modo di sedere sullo sgabello.

Ogni pianista ha il proprio modo di sedere al pianoforte ad esempio Vladimir Horowitz, anche quando eseguiva passaggi particolarmente scomodi, era parco nei movimenti.
Sviatoslav Richter  invece ondeggiava spesso anche quando suonava semplici e comode composizioni.

La posizione ideale è quella posizione che ci permette di mantenerci in equilibrio con il minore sforzo possibile e di muoverci liberamente lungo tutta la tastiera, nella ricerca  della posizione ideale è utile lo sgabello regolabile.

La maggior parte del peso del corpo viene sostenuto dallo sgabello e una parte del peso poggia sui piedi.

I piedi ci aiutano a mantenere il corpo in equilibrio: si deve spostare un piede nella direzione opposta a quella in cui si muove il corpo quando ci si deve spostare da un’estremità all’altra del pianoforte.

Nella ricerca dell’equilibrio, che cambia di continuo, non ci devono essere eccessi sia nello stato di mobilità che di immobilità per evitare di sprecare energia.

Quando si studiano brani in cui la melodia e il basso sono molto a sinistra della tastiera, come ad esempio nello Studio Op. 1 di Chopin, conviene spostare lo sgabello verso sinistra.

Si sposta invece lo sgabello verso destra quando il basso e la melodia sono molto a destra della tastiera.

È molto importante essere comodi quando si suona per evitare irrigidimenti inutili dei muscoli, compreso il muscolo del diaframma. (A volte capita di suonare in apnea).
Gli inutili irrigidimenti influenzano in modo negativo sia la respirazione che la tecnica si rischia anche di farli diventare un’abitudine.

Le dimensioni, la forma del pianoforte e l’altezza della tastiera da terra non cambiano.
E’ diverso invece l’anatomia di ciascun esecutore e questa influisce sulla ricerca della posizione ideale davanti al pianoforte.

La posizione ideale è quella che ci permette di suonare in modo comodo e agevole,  e anche se ci sono pianisti che si trovano più a loro agio sedendo molto in alto o molto in basso la regola generale è mantenere l’avambraccio orizzontale e allo stesso livello della tastiera.

A presto!
Gabriella

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4 minuti, 33 secondi

Ciao,

Quattro minuti, trentatré secondi è la composizione più famosa del compositore sperimentale statunitense John Cage.

E’  stata composta nel 1952 per qualsiasi strumento musicale. Sullo spartito il compositore dà indicazioni all’esecutore di non suonare per tutta la durata del brano: esattamente 4 minuti e 33 secondi.
E’ in tre movimenti: il primo tempo è di 30 secondi, il secondo di 2 minuti e 23 secondi, il terzo di 1 minuto e 40 secondi; il totale dei secondi di silenzio, dà il titolo all’opera.

Di solito viene intesa come quattro minuti e trentatré minuti di silenzio, ma si pensa che il compositore abbia voluto dare importanza ai suoni emessi dall’ambiente in cui viene eseguita.

A presto!
Gabriella

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Alleluia!

Buon divertimento!

Monaci silenziosi interpretano l’Alleluia.

L’halleluiah è il brano più celebre dell’oratorio il Messiah di Handel.
Il compositore eseguiva l’oratorio nei suoi concerti nel periodo della Quaresima o di Pasqua. Ma già ai suoi tempi a Dublino l’oratorio veniva eseguito nel periodo dell’Avvento.

In seguito nei concerti di Natale veniva eseguita la prima parte e l’Halleluiah mentre a Pasqua venivano eseguite le parti che riguardano la
Resurrezione e Redenzione.

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A presto!
Gabriella

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Nina Simone

Ciao,

Nina Simone è stata una delle più grandi cantanti afroamericane del ventesimo secolo. Autrice e interprete, si schierò in prima linea nelle battaglie per i diritti civili.

Mississippi Goddamm, è stata scritta per reazione all’omicidio, a sfondo razziale, di quattro ragazze in un attentato dinamitardo vicino a Birmingham.

Venne eseguita per la prima volta nel 1964 alla Carnegie Hall, ma non venne trasmessa da diverse stazioni radio per il linguaggio chiaro ed evidente di protesta.

A presto!
Gabriella

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Zic Zazou

Ciao,

gli Zic Zazou non sono solo musicisti, sono anche comici, cantanti, artigiani e inventori.
I nove musicisti compongono la loro musica, esplorano le infinite possibilità di oggetti sia melodici che ritmici di uso comune che riciclano oppure creano.

A presto!
Gabriella

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Tom Thum

Ciao,

 Tom Thum ha una orchestra in bocca:
imita con la voce strumenti musicali.
La ricerca di questa particolare passione, che lui stesso definisce folle,
gli ha permesso di vedere tanti posti meravigliosi nel mondo.
In questo video condivide le sue esperienze.
Ci accompagna  in un viaggio attraverso i continenti
e attraverso il suono con creatività e divertimento.

A presto!
Gabriella

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Le cadute

Ciao,
la caduta della mano è un elemento tecnico. Per eseguire le cadute devi avere il braccio rilassato. Il rilassamento è alla base della tecnica pianistica.
Si esegue sollevando dolcemente il polso in senso verticale, non obliquo, poi lo si lascia cadere a “peso morto” si ottiene così un suono con la sola forza di gravità.
La caduta è costituita da tre momenti:
1) Il sollevamento del polso in senso verticale con le dita della
mano che pendono verso i tasti.
2) Caduta. Si lascia cadere il polso con il braccio rilassato lasciandosi andare alla forza di gravità.
3) Contatto delle dita sui tasti.
Con il contatto c’è un leggero irrigidimento che non deve
durare molto.
Devi abbassare leggermente il polso un poco sotto il livello
della tastiera così da ammortizzare l’impatto con la tastiera stessa.

– Esercitati prima senza cadere a peso morto, ma solo eseguendo il movimento del polso in su e in giù lentamente.
– Lascia cadere la mano a peso morto senza scegliere un tasto preciso e senza scegliere un dito preciso.
– Scegli un tasto e dito precisi.

– Solleva il polso in senso verticale, lascia cadere il polso e con il dito medio abbassa il             tasto mi
– Con il pollice abbassa il tasto do con meno forza, solleva il polso, lascia il tasto senza             muovere il pollice

 

 

 

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Gabriella

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Legatura

Ciao,
la legatura è una linea curva posta su due o più note,
indica che le note comprese nel suo arco devono essere suonate in modo legato.
Alla fine della legatura si alza dolcemente il polso (respiro).
Legatura di frase:
E’ una linea curva che abbraccia più suoni e definisce la frase musicale.
Legatura di espressione:
Unisce due o più incisi (battute), oppure mette in evidenza un disegno ritmico.
Legatura di portamento:
Unisce due suoni che si trovano su due gradi diversi e indica che si devono suonare in modo legato, senza interruzioni cioè senza stacco fra un nota e l’altra.
Quando le due note sono di durata uguale o la prima nota è più lunga della seconda si esegue la prima nota più forte, la seconda meno forte e la seconda nota non deve essere legata alla successiva. Si esegue con un movimento di caduta sulla prima nota e si solleva dolcemente il polso dopo avere eseguito la seconda nota.
Frasi musicali:
La frase è una idea musicale-melodia.
Di solito una melodia è composta da una frase-domanda che termina su una nota diversa dalla tonica, e da una frase-risposta che termina invece sulla tonica.
Le legature dividono la musica in frasi. (Non sempre le frasi sono esattamente segnate).
La parte più piccola del discorso musicale si chiama inciso.
L’inciso di solito occupa una misura o è a cavallo di due misure.
Due incisi (2 battute) formano una semifrase
Due semifrasi (4 battute) formano una frase
Due frasi (8 battute) formano il periodo musicale o frase compiuta.

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Gabriella

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Accordo

Ciao.
un accordo è formato da tre o più note suonate contemporaneamente disposte per intervalli di terza.
L’accordo prende il nome dalla nota inferiore (fondamentale).
Tutte le note possono essere la fondamentale di un accordo.
L’esecuzione simultanea di due suoni non forma un accordo ma un intervallo armonico chiamato bicordo.
Gli accordi principali di una tonalità sono quelli costruiti sul I, IV, V gradino.
Ad esempio tonalità di Do maggiore: primo gradino do, quarto gradino fa, quinto gradino sol.
L’accordo può essere maggiore o minore.
Accordo maggiore
Prendo ad esempio l’accordo di do maggiore: è costituito da due terze sovrapposte con le note do mi sol.
Tra la nota do e mi si forma un intervallo di terza maggiore (due toni).
Mentre tra la nota mi e sol si forma un intervallo di terza minore (un tono più un semitono).
Accordo minore
Se si abbassa di un semitono la seconda nota dell’accordo maggiore, l’accordo diventa minore.
Tra la nota do e il mi bemolle si forma un intervallo di terza minore (un tono più un semitono),
mentre tra la nota mi bemolle e sol si forma un intervallo di terza maggiore (due toni).
Se si innalza di un semitono la seconda nota dell’accordo minore, l’accordo diventa maggiore.

Accordo di settima di dominante
E’ un accordo costruito sul quinto gradino della scala a cui si aggiunge la settima nota.
Ad esempio il quinto gradino della scala di do è sol, partendo dalla nota sol si contano sette note. Perciò l’accordo di settima di dominante nella tonalità di do maggiore è costituito dalle note sol, si re, fa.

Accordo (triade) rivoltato
Qualsiasi accordo in posizione fondamentale può essere rivoltato (disposto in modo diverso).
Si sposta la nota fondamentale nella parte superiore o nella parte centrale.
L’accordo in posizione fondamentale è formato da due terze sovrapposte,
l’accordo di primo rivolto è formato da un intervallo di terza e un intervallo di quarta,
l’accordo di secondo rivolto è formato da un intervallo di quarta e uno di terza.

Arpeggio
Le singole note di un accordo invece di essere suonate insieme si eseguono una dopo l’altra.
Possono essere eseguite dal grave all’acuto e viceversa.

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Gabriella

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Il metronomo

Ciao,

il metronomo è uno strumento meccanico che scandisce il tempo con precisione. Ha una scala graduata da 40 a 208.
Impostandolo ad esempio sul numero 100 il metronomo darà in un minuto 100 oscillazioni/battiti.
Il compositore per indicare l’andamento voluto (lento, andante moderato, allegro ecc.), all’inizio della composizione pone un numero accanto a una nota musicale. Alla nota musicale corrisponde il battito del metronomo (valore nota=un battito metronomo).
Serve per misurare il tempo, per verificare con precisione la velocità di esecuzione, aiuta ad evitare di rallentare o accelerare.
Ti consiglio il metronomo digitale, è più preciso rispetto a quelli a carica manuale.

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Gabriella

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Il trasporto

Ciao,
trasportare significa suonare/cantare in una tonalità differente da quella scritta. Si suonano/cantano note diverse ma gli intervalli tra di esse rimangono esattamente gli stessi.
Uso del trasporto per lo sviluppo dell’orecchio
Roberto Goitre aveva visto in Ungheria che per merito di Kodaly tutti sapevano leggere la musica a prima vista. Quando è ritornato in Italia ha creato un metodo (Do mobile) le cui radici si ritrovano in Guido d’Arezzo, riprese poi da John Curwen e da Kodàly.
Do mobile significa spostamento della posizione del Do che per questo motivo viene chiamato mobile. Si fissa sul rigo la posizione del Do in posti diversi rispetto a quello della tonica del brano. I suoni si indicano in base alla loro posizione nella scala anziché in base alla loro altezza assoluta. Ciò consente di riconoscere gli intervalli con più facilità. Si cambia il nome alla tonica (il primo gradino di ogni scala) in Do e di conseguenza anche le altre note cambiano nome. Si cantano le note all’altezza della tonalità di partenza ma si pronunciano le note considerando come tonica Do.
Vedi esempio Do mobile: Fa maggiore (posizione Fa4) note Fa La Do.
Si cantano le note all’altezza in posizione Fa4: Fa (tonica) La (mediante) Do (dominante).
Ma si cantano pronunciando le note: Do (tonica) Mi (Mediante) Sol (dominante).
Cioè la tonica di qualsiasi tonalità sarà sempre Do
la sopratonica Re
la mediante Mi
la sottodominante Fa
la dominante Sol
la sopradominante La
la sensibile Si.
Semplificando:
Ogni brano si trasporta in Do maggiore se il brano è maggiore e si trasporta in La minore se il brano è minore, pur cantando le note all’altezza della tonalità di partenza.

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Gabriella

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Il ritmo

 


Ciao,
il ritmo è una successione regolare di accenti forti e deboli corrispondenti al numero di movimenti-tempi, disposti in una misura.
Il ritmo può essere:
Binario con 2 accenti: forte, debole (marcia)
Ternario con 3 accenti: forte, debole, debole (valzer)
Quaternario con 4 accenti: forte, debole, mezzo forte, debole.
L’accentuazione dei singoli tempi della battuta ci fa riconoscere il ritmo. Il primo tempo di una battuta è sempre accentato. I tempi accentati si chiamano forti, i tempi senza accento deboli.
Ci sono due tipi di accenti ritmici: accenti principali (forti, deboli e mezzoforti)
accenti secondari (sono sulle suddivisioni di ogni movimento).

Levare
Il brano musicale può iniziare con la battuta incompleta, cioè con meno tempi di quelli dell’indicazione di tempo. Di solito i tempi mancanti si trovano nell’ultima battuta del brano. La nota o gruppi di note che precede la prima misura completa di un brano musicale si chiama anacrusi.

Sincope
Indica lo spostamento dell’accento ritmico e si ha quando il suono invece di iniziare sul tempo forte comincia sul tempo debole della battuta e si prolunga sul tempo forte successivo.
Quindi il suono che comincia su un tempo debole e prosegue su un tempo forte si chiama sincope.
Dal tempo forte l’accento si sposta sul tempo debole.
Perciò suonare una sincope significa mettere in evidenza o accentare i tempi deboli di una misura.
La sincope può iniziare anche sui tempi deboli delle suddivisioni dei tempi.
Ad esempio in una battuta con tempo due quarti:
croma/semiminima/croma (ottavo/quarto/ottavo)
Si crea così un modello ritmico che è breve – lungo – breve.

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Gabriella

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Gli abbellimenti

Ciao,
gli abbellimenti si rappresentano con simboli particolari oppure con note più piccole rispetto alla normale scrittura musicale.
Gli abbellimenti principali sono: l’appoggiatura, l’acciaccatura, il mordente, il gruppetto, il trillo e l’arpeggio.
La corretta esecuzione varia in base allo stile dell’epoca, all’autore e al carattere del brano.
Nel brano Per Elisa c’è un abbellimento: l’acciaccatura.
Le acciaccature sono note scritte più piccole e si eseguono velocemente.
L’acciaccatura semplice (una sola nota) è attraversata da una barra (/).
Le acciaccature doppie e triple si eseguono come le acciaccature semplici, ma la velocità di esecuzione dipende dall’andamento del brano.
L’acciaccatura può essere eseguita in battere o in levare:
nella musica antica e classica si esegue in battere,
nella musica romantica si esegue leggermente in levare.
L’appoggiatura è una piccola nota scritta prima del suono reale, sottrae il suo valore alla nota su cui è posta
Il mordente può essere semplice, doppio, inferiore e superiore. Toglie il valore alla nota su cui è posto.
Mordente semplice: si esegue la nota superiore, la nota su cui è posto, la nota superiore, la nota su cui è posto.
Mordente inferiore semplice (è attraversato da una linea verticale): si esegue la nota su cui è posto, la nota inferiore e di nuovo la nota su cui è posto.
L’arpeggio è rappresentato da una serpentina verticale davanti ad un accordo.
Significa che le note dell’accordo non si eseguono simultaneamente ma una dopo l’altra e si mantengono premute per la durata dell’accordo stesso.
Il trillo: si alternano rapidamente la nota su cui è posto e la nota superiore per tutta la durata della nota su cui è posto.
Può essere con preparazione e con chiusura, misurato o libero.http://amzn.to/2fFpJQo

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Gabriella

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Come armonizzare

Ciao,
le note musicali formano la scala di Do e si chiamano anche gradi. Gli accordi costruiti sul primo, quarto e quinto gradino sono gli accordi principali di una tonalità e bastano per accompagnare una melodia.
Fai attenzione alla tonalità del brano per capire quali sono le note dei gradini principali sui quali costruire gli accordi.
Ad esempio: tonalità di do maggiore
1° gradino Do. 4° gradino Fa. 5° gradino Sol.
Per evitare scomodi salti nell’accompagnamento si usano i rivolti
dell’accordo: si collega un accordo all’altro mantenendo le note comuni, quelle che si muovono invece devono procedere per gradi congiunti.

La musica per pianoforte (ma non solo) è costituita principalmente da melodia e armonia.
Di solito trovi la melodia con il suo accompagnamento stampato integralmente sullo spartito.
Puoi trovare anche delle melodie dove l’armonia non è scritta integralmente.
In questo caso si fanno uso dei nomi delle note ad esempio: Do, Re, Mi, ecc.
Il nome indica la nota su cui viene costruito l’accordo e dà il nome all’accordo.
Quando invece trovi delle melodie che non hanno alcuna indicazione sull’armonia, devi cercare nella melodia le note che compongono gli accordi principali.

Melodia e accompagnamento
Di solito, nella musica per pianoforte, la melodia è affidata alla mano destra mentre l’accompagnamento è affidato alla mano sinistra.
La maggior parte della musica per pianoforte si basa sul giusto equilibrio tra melodia e accompagnamento.
L’accompagnamento dovrà essere sempre eseguito meno forte rispetto alla melodia. La melodia dovrebbe sempre “cantare”.
Ci sono varie formule di accompagnamento: con accordi, accordi spezzati, valzer, boogie, basso albertino.
Un modo semplice per accompagnare un brano è il “bordone”, si utilizzano solo due note dell’accordo: la nota fondamentale e la quinta. Esempio: Do-Sol.

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Gabriella

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Scala cromatica


Ciao,
la scala cromatica è composta da tutti i gradi musicali.
E’ formata da 12 semitoni più la ripetizione del primo (una ottava)
e può iniziare da qualsiasi nota.
Si suonano tutti i tasti del pianoforte in successione senza saltarne nessuno: si suonano tutti i tasti bianchi e neri.
Procede per semitoni ascendenti e discendenti.
Nella scala cromatica ascendente si usano i diesis:
Do, Do diesis, Re, Re diesis, Mi, Fa, Fa diesis, Sol, Sol diesis, La, La diesis, Si, Do.
Nella scala cromatica discendente si usano i bemolli: Do, Si, Si bemolle, La, La bemolle, Sol, Sol bemolle, Fa, Mi, Mi bemolle, Re, Re bemolle, Do.

Diteggiatura della scala cromatica
Usa il dito 3 sui tasti neri, usa il dito 1 sui tasti bianchi, tranne quando devi suonare due tasti bianchi di seguito.
In questo caso usa la diteggiatura:
1-2 quando sali, 2-1 quando scendi per la mano destra;
2-1 quando sali, 1-2 quando scendi per la mano sinistra.

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Gabriella

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Il punto di valore


Ciao,

Punto di staccato:
Il punto posto sopra o sotto le note significa che le note devono essere eseguite in modo staccato, separate dalle altre note. Il punto toglie metà valore alla nota.

Punto di valore:
E’ un punto che viene sempre posto a destra della nota o della pausa e aumenta la nota o la pausa stessa di metà del suo valore. Il punto posto a destra di una minima/metà (due tempi) significa che la minima col punto aumenta di un tempo la sua durata. La minima col punto equivale a tre quarti/semiminime. Semiminima/quarto col punto: il valore complessivo è pari a tre ottavi.
Croma/ottavo col punto: il valore complessivo è pari a tre sedicesimi.


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Gabriella

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Agogica

Ciao,

con il termine agogica si indicano le temporanee oscillazioni nell’andamento del tempo iniziale. Le trovi indicate così:
rall. oppure rit. significa rallentare gradualmente il tempo
acc. significa accelerare gradualmente il tempo
a tempo significa ritorno al tempo iniziale
Sia l’accelerando che il ritardando vanno eseguiti in modo graduale non a scatti. Quando trovi il segno acc. o rall. non accelerare a rallentare troppo presto. All’inizio la variazione di tempo deve essere appena avvertibile e solo alla fine raggiunge il suo punto culminante.

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Tonalità

Ciao,
I diesis e i bemolli che trovi all’inizio di ogni pentagramma prendono il nome di armatura tonale.
Armatura tonale dei diesis: fa do sol re la mi si.
Armatura tonale dei bemolli: si mi la re sol do fa.
L’ordine dei bemolli è esattamente l’opposto di quello dei diesis.

L’armatura tonale indica:
– quali note devono essere suonate sempre diesate o bemollizzate nel corso di tutto il brano.
– la tonalità d’impianto del brano stesso.
Ad esempio: tonalità di do maggiore significa che l’inizio del brano è costruito nell’ambito tonale della scala di do maggiore, e dopo un libero sviluppo il brano si conclude sulla nota o accordo di Do maggiore.

La tonalità può essere di due modi: di modo maggiore e di modo minore.
Per trovare i nomi delle tonalità maggiori con i diesis devi dire il nome dell’ultimo diesis che trovi in chiave e poi dire il nome della nota successiva nell’alfabeto musicale.
La nota successiva dà il nome alla tonalità.
Per trovare i nomi delle tonalità maggiori con i bemolle devi dire il nome del penultimo bemolle che trovi in chiave. Il nome del penultimo bemolle dà il nome alla tonalità. (Ad eccezione di Fa maggiore che come armatura tonale ha un solo bemolle: Si).
Per trovare il nome della tonalità minore sia con i diesis che con i bemolle conta sei note partendo dal nome della tonalità maggiore, oppure scendi un tono e mezzo.
Il modo maggiore o minore è dato dalla diversa successione dei gradi della scala, cioè dalla disposizione dei toni e semitoni.
La principale caratteristica che differenzia la scala di modo maggiore da quella di modo minore è l’intervallo fra il 1° e 3° grado: nella scala maggiore ci sono due toni
nella scala minore c’è un tono e mezzo (tre semitoni).
Le tonalità formano la base di ogni composizione musicale e sono tante quante le scale:
15 maggiori e 15 minori.

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Come trovare la tonalità

Ciao,
ogni brano musicale può essere maggiore o minore.
Come faccio a capire se un brano è maggiore o minore?
Trova prima il nome della tonalità maggiore.
Con i diesis devi dire il nome dell’ultimo diesis che trovi in chiave e poi dire il nome della nota successiva nell’alfabeto musicale. La nota successiva dà il nome alla tonalità.
Esempio: con il fa diesis in chiave la tonalità maggiore è sol. Per trovare il nome della tonalità minore scendi un tono e mezzo, oppure conti sei note: sol la si do re mi: Mi minore.
Per sapere se è in sol maggiore o mi minore devi guardare con quale armonia inizia il brano, ma soprattutto con quale armonia finisce: se termina con le note dell’accordo di sol oppure di mi.
Con i bemolle devi dire il nome del penultimo bemolle che trovi in chiave. Il nome del penultimo bemolle dà il nome alla tonalità (eccezione: fa maggiore ha un solo bemolle in chiave il si), e come per i diesis per trovare il nome della relativa tonalità minore scendi un tono e mezzo, oppure conti sei note.
Ti ricordo che Do maggiore non ha nessuna alterazione come armatura tonale.

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Le scale minori

Ciao,
ad ogni scala maggiore corrisponde la relativa minore che conserva le stesse alterazioni costanti (armatura tonale) della scala maggiore.
La scala minore relativa usa come nota di partenza il sesto grado della scala maggiore oppure si trova scendendo di un tono e mezzo (tre semitoni) dalla maggiore.
Ci sono tre tipi di scale minori: naturale, armonica e melodica.
Si differenziano per la disposizione dei toni e semitoni.
La scala minore naturale usa le stesse note alterate della scala maggiore. I semitoni si trovano tra il 2° e 3° grado, e tra il 7° e l’8°.
Nella scala minore armonica il 7° grado è alterato di un semitono ascendente.
I semitoni si trovano tra il 2° e 3° grado, tra il 5° e 6°, e tra il 7° e l’8° grado.
Questa disposizione si mantiene sia nel senso ascendente che nel senso discendente.
Nella scala minore melodica ascendente il 6° e 7° grado vanno innalzati di un semitono.
I semitoni si trovano tra il 2° e 3° grado, e tra il 7° e 8°grado.
Nella scala minore melodica discendente il 6° e 7° grado vanno abbassati di un semitono. Vengono cioè riportati allo stato naturale. I semitoni si trovano tra il 2° e 3° grado, e tra il 5 e 6 grado.
Riassumo: la scala minore naturale ha le alterazioni uguali alla sua relativa maggiore,
la scala minore armonica ha innalzato il 7° grado di un semitono,
la scala minore melodica ha innalzato il 6° e 7° grado di un semitono ascendendo,
discendendo segue la scala naturale.
Le alterazioni che caratterizzano le scale minori armonica e melodica non compaiono come alterazioni costanti in chiave.

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Tagli addizionali

Ciao,
al pentagramma si possono aggiungere sopra e sotto brevi linee supplementari chiamate tagli addizionali.
Servono per scrivere le note dei suoni più acuti, o più gravi, per le quali il pentagramma non basta. Prolungano verso l’alto o verso il basso l’estensione del pentagramma.

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Andamento o movimento

 

Ciao,

le indicazioni di andamento o movimento 
sono segni convenzionali che ci indicano quanto lentamente o velocemente deve essere suonato un brano.
Sono posti all’inizio della composizione.
I principali sono:
per i movimenti lenti: grave, largo, lento, adagio
per i movimenti moderati: andante, andantino, allegretto, moderato
per i movimenti veloci: allegro, presto, prestissimo.

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Dinamica

 

Ciao,

con il termine dinamica si indica quanto forte o piano si deve  suonare.
Per la sonorità non esiste in musica un metro esatto di misura, per questo l’esecuzione è individuale.
pp pianissimo
p piano
mp mezzo piano (poco più di piano)
mf mezzo forte (poco meno di forte)
f forte
ff fortissimo
cresc. suonare gradatamente più forte
dim. suonare gradatamente più piano
> accento indica che le note devono essere suonate con
maggiore forza.
sf Sforzato: un dato suono va eseguito più forte
Per indicare il crescendo e il diminuendo si usano anche le “forcelle”.
Per accentare diversi suoni di un intero passaggio si usa il termine
rinforz. = rinforzando.
Bisogna adattare le sonorità in base al brano, ad esempio lo sforzato si esegue meno forte nei pezzi delicati e lenti.

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Gli intervalli

Ciao,
le distanze fra una nota e l’altra sono chiamati intervalli.
L’intervallo tra due note suonate separatamente, una alla volta, si chiama intervallo melodico.


Quando due note vengono suonate insieme, simultaneamente, formano un intervallo armonico.


L’intervallo si misura contando i suoni che lo compongono.
La sua denominazione (ad esempio: di seconda, di terza ecc.) è data dal numero dei suoni contenuti nell’intervallo stesso.
La denominazione dell’intervallo melodico può essere intesa tanto in linea ascendente che in linea discendente.
L’intervallo armonico lo devi sempre considerare solo dal basso verso l’alto.
Ricordati di contare anche il suono di partenza.
Do-do non forma intervallo (Unisono-giusto)
Do-Re intervallo di seconda maggiore
Do-Re-Mi intervallo di terza maggiore
Do-Re-Mi-Fa intervallo di quarta giusta
Do-Re-Mi-Fa-Sol intervallo di quinta giusta
Do-Re-Mi-Fa-Sol-La intervallo di sesta maggiore
Do-Re-Mi-Fa-Sol-La-Si intervallo di settima maggiore
Do-Re-Mi-Fa-Sol-La-Si-Do intervallo di ottava giusta.
L’intervallo fra due note dello stesso nome si chiama ottava.

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Indicazioni di tempo

Ciao,
il tempo è l’unità di misura per calcolare la durata dei suoni.
Si indica con una frazione scritta all’inizio di un brano, o di una sezione di un brano.
Il numero superiore (numeratore) indica quanti movimenti ci sono in ogni misura (il numero dei tempi in ogni battuta).
Il numero inferiore (denominatore) indica quale tipo di nota equivale ad ogni singolo movimento-tempo.
Talvolta il numero inferiore è sostituito da una nota.
Tempi a suddivisione binaria:
(il tempo e il suo valore sono divisibili due parti)
2 significa due tempi/movimenti per ogni misura
4 significa che la semiminima /quarto corrisponde a un movimento
3 significa tre tempi/movimenti per ogni misura
4 significa che la semiminima/quarto corrisponde a un movimento
4 significa quattro tempi/movimenti per ogni misura
4 significa che la semiminima/quarto corrisponde a movimento
Tempi a suddivisione ternaria:
(il tempo e il suo valore sono divisibili in tre parti)
6 significa sei tempi/movimenti per ogni misura
8 significa che la croma/ottavo corrisponde a un movimento.
9 significa nove tempi/movimenti per ogni misura
8 significa che la croma/ottavo corrisponde a un movimento
12 significa dodici tempi/movimenti per ogni misura
8 significa che la croma/ottavo corrisponde a un movimento
Il tempo 4/4 si chiama anche tempo ordinario e si può esprimere con il segno C

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Frasi

Ciao,

la frase è una idea musicale-melodia.

Di solito una melodia è composta da una frase-domanda che termina su una nota diversa dalla tonica, e da una frase-risposta che termina invece sulla tonica.

Le legature dividono la musica in frasi. (Non sempre le frasi sono esattamente segnate).

Alla fine della legatura si alza dolcemente il polso, c’è una sospensione/respiro.

Si incomincia la frase successiva con un nuovo movimento della mano. Attenzione a non cambiare il ritmo.

Le parti del pensiero musicale dopo i quali viene fatta una sospensione sono gli incisi, semifrasi o frasi.

La parte più piccola del discorso musicale si chiama inciso.

L’inciso di solito occupa una misura o è a cavallo di due misure.

Due incisi (2 battute) formano una semifrase

Due semifrasi (4 battute) formano una frase

Due frasi (8 battute) formano il periodo musicale o frase compiuta.

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La scala musicale

Ciao,

Le note musicali, do re mi fa sol la si più la ripetizione della prima in posizione più acuta, formano la scala musicale e precisamente la scala di Do maggiore.
La scala procede per gradi congiunti e prende il nome dalla nota con cui comincia.
La scala può essere:
ascendente: Do Re Mi Fa Sol La Si Do
discendente: Do Si La Sol Fa Mi Re Do

Le note che compongono la scala sono chiamate anche gradi.
A seconda della posizione che occupano sulla scala, i gradi hanno un nome particolare che ne indica la funzione in rapporto alla scala stessa:

I  grado chiamato Tonica: è la nota iniziale della scala alla quale dà il nome
II  grado chiamato Sopratonica
III grado chiamato Mediante, Caratteristica o Modale:
determina il carattere della scala: maggiore o minore
IV grado chiamato Sottodominante
V  grado chiamato Dominante: per la sua posizione al centro
della scala domina sugli altri gradi
VI  grado chiamato Sopradominante
VII grado chiamato Sensibile: è la nota più sensibile per la sua
spiccata a risolvere sulla tonica
VIII grado chiamato Tonica: identica al I grado ma all’ottava superiore.

La scala di Do maggiore è il modello da cui derivano tutte le altre scale.
I suoni della scala hanno una precisa successione di toni e semitoni.
La successione dei toni e semitoni della scala maggiore è: due toni, un semitono, tre toni un semitono.. Il semitono si trova tra il 3° e 4° grado, e tra il 7° e 8° grado.

Il tono è la distanza tra due tasti vicini con un altro tasto tra di loro ed equivale a due semitoni.
Il semitono è la distanza tra due tasti vicini, senza altri tasti tra loro. La distanza che c’è tra un tasto nero e uno bianco, ma anche tra due tasti bianchi ad esempio tra mi-fa
e tra si-do.

Ogni nota può essere l’inizio di una nuova scala.
Si devono quindi fare delle modifiche con l’uso del diesis e del bemolle in modo da riprodurre la stessa successione di toni e semitoni presente nella scala di do maggiore.

Per eseguire le scale si deve utilizzare quella tecnica che viene detta “passaggio del pollice” che avviene alternativamente dopo il medio e l’anulare.
Per la mano destra quando sali tieni premuto il dito medio o anulare e fai passare il pollice sotto, quando scendi tieni premuto il pollice e fai passare sopra il medio o l’anulare.
Per la mano sinistra quando sali tieni premuto il pollice e fai passare sopra il medio o l’anulare, quando scendi tieni premuto il dito medio o anulare e fai passare il pollice sotto.
Il pollice si muove verso il palmo, ma abbassa il tasto sempre in modo verticale e senza piegare la nocca.

Esecuzione scale su due ottave:
MANO DESTRA
Quando sali:
prima ottava passaggio del pollice sotto il medio
seconda ottava passaggio del pollice sotto il dito anulare.
Quando scendi:
prima ottava passaggio del medio sopra il pollice
seconda ottava passaggio dell’anulare sopra il pollice.
Diteggiatura mano destra: 123 1234 123 12345 4321 321 4321
MANO SINISTRA
Quando sali:
prima ottava passaggio del medio sopra il pollice
seconda ottava passaggio dell’anulare sopra il pollice
Quando scendi:
prima ottava passaggio del pollice sotto il medio
seconda ottava passaggio del pollice sotto l’anulare
Diteggiatura mano sinistra: 54321 321 4321 231 2341 231 2345

Studia le scale a mani separate, quando passi alla esecuzione a mani unite incomincia prima per moto contrario, solo successivamente passa al moto parallelo. A mani unite l’alternanza del passaggio del pollice dopo il terzo e quarto dito non avviene in modo simmetrico con le due mani.
Ti consiglio di suonare la scala per moto contrario perché le dita si muovono in modo simmetrico sulla tastiera, il passaggio avviene contemporaneamente e con le stesse dita di entrambe le mani.

Una scala magica:


Ecco la soluzione della scala magica.

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Il pentagramma

Ciao,

Le note si scrivono sul rigo musicale, chiamato anche pentagramma.
Il pentagramma è formato da 5 linee e 4 spazi.
Per il pianoforte si usa il doppio pentagramma: è formato da due pentagrammi uniti da una graffa.
Il pentagramma superiore-suoni acuti è indicato dalla chiave di violino o chiave di sol.
Generalmente indica le note per la mano destra.
Il pentagramma inferiore-suoni gravi è indicato dalla chiave di basso o chiave di fa.
Generalmente indica le note per la mano sinistra.
Nello spazio tra i due pentagrammi si scrive la nota do, che corrisponde al do centrale del pianoforte.
Questo ti aiuta a trovare le note, scritte sul pentagramma, sul pianoforte.
Il doppio pentagramma è formato da 11 linee, la linea centrale della nota do non si scrive tutta ma solo un pezzettino. La linea centrale è il trattino che taglia la nota do in due. Ed è mobile.
Le note scritte sul pentagramma hanno sempre il loro corrispettivo esatto sulla tastiera ed è sempre quello.
Le sette note musicali si ripetono in posizioni diverse sul pentagramma quindi ad una nota specifica corrisponde sempre lo stesso specifico tasto.
Le note si muovono in tre modi sul pentagramma: in su, in giù o si ripetono. Si muovono di grado o saltano.
L’altezza dei suoni è rappresentata dalla posizione che le
note occupano sul pentagramma o rigo musicale.

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Gabriella

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Note musicali

Ciao,

Le note musicali sono dodici (7 tasti bianchi e 5 tasti neri), invece i nomi delle note sono sette. In Italia le note musicali sono così nominate: Do Re Mi Fa Sol La Si (tasti bianchi).

Nel resto del mondo le note vengono nominate con le lettere dell’alfabeto:
A B C D E F G  (La Si Do Re Mi Fa Sol).
Per ricordarle più facilmente: la lettera A corrisponde al La e la lettera F al Fa.

Ai tasti neri corrispondono le note precedute dalle alterazioni.

Posizione delle note sul pentagramma:


Per ricordare più facilmente le note sul pentagramma memorizzale
in questo modo:
Chiave di violino note sulle righe: mi sol si re fa; note negli spazi: fa la do mi
Chiave di basso note sulle righe: sol si re fa la;  note negli spazi: la do mi sol

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Alterazioni o accidenti

Ciao,

Le alterazioni o accidenti sono segni che cambiano l’altezza delle note.
Le note scritte sul pentagramma corrispondono ai tasti bianchi, quando sono precedute dalle alterazioni corrispondono ai tasti neri.
Il segno diesis indica che la nota va innalzata di un semitono (distanza più piccola tra due note). Si suona il tasto immediatamente a destra sia esso bianco o nero.
Il segno bemolle indica che la nota va abbassata di un semitono, si suona il tasto immediatamente a sinistra sia esso bianco o nero.

I diesis e i bemolli posti all’inizio del pezzo subito dopo la chiave e prima dell’indicazione del tempo sono validi per tutto il pezzo (alterazioni costanti) e prendono il nome di armatura.
Quando sono scritti prima di una nota il loro effetto dura per tutta la battuta, e solo in quella battuta. Se nella stessa battuta la nota si ripete non si ripete il segno delle alterazioni.
In questo caso le alterazioni trovandosi nel corso del brano vengono chiamate accidenti o alterazioni di passaggio (alterazioni momentanee).
Il bequadro annulla l’effetto delle alterazioni in chiave (armatura tonale) e quelle introdotte nella battuta.

I tasti del pianoforte, anche se producono lo stesso suono, possono avere tre nomi.
Questi suoni di uguale intonazione ma con nomi diversi si chiamano suoni omofoni.
Diesis: altera la nota di un semitono ascendente
Bemolle: altera la nota di un semitono discendente
Doppio diesis: altera la nota di due semitoni ascendenti
Doppio bemolle: altera la nota di due semitoni discendenti
Bequadro: annulla le alterazioni e riporta il suono allo stato naturale.

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Figure musicali e loro suddivisione

Ciao,

In base alla durata del suono e del silenzio si danno alle note forme diverse.
La durata dei suoni è rappresentata con precisione da simboli grafici chiamati: figure musicali (o valori) e indicano esattamente quanto un suono deve durare.
La durata dei silenzi è rappresentata con precisione da simboli grafici chiamati figure di silenzio (o pause) e indicano esattamente quanto un silenzio deve durare.

Nomi figure musicali (valori-durata):
Intero o semibreve (quattro movimenti-tempi)
Metà o minima (due movimenti-tempi)
Quarto o semiminima (un movimento-tempo)
Ottavo o croma (un movimento-tempo contiene due crome)
Sedicesimo o semicroma (un movimento-tempo contiene quattro
sedicesimi).

Figure di silenzio (pause-durata)
Ad ogni figura musicale corrisponde esattamente
una figura di silenzio:
Pausa di intero o semibreve (quattro tempi-movimenti)
Pausa di metà o minima (due tempi-movimenti)
Pausa di quarto o semiminima (un tempo-movimento)
Pausa di ottavo o croma (un tempo-movimento contiene due pause di crome)
Pausa di sedicesimo o semicroma (un tempo-movimento contiene quattro pause di sedicesimi). 

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Diteggiatura

Ciao,

per facilitare e rendere più razionali i movimenti, delle dita e delle mani sulla tastiera, le dita vengono numerate.

I numeri indicano con quali dita i tasti devono essere abbassati.

La diteggiatura è molto importante: una cattiva diteggiatura può rendere difficile un passaggio facile e impossibile un passaggio difficile.

Suonare  con le dita allargate è più faticoso;  è perciò utile scegliere una corretta diteggiatura che permetta alla mano di ritornare nella sua posizione naturale dopo una posizione di apertura.

La posizione naturale della mano è la forma della mano come quando cammini.

Nella musica per pianoforte le dita sono numerate in questo modo:
1 pollice
2 indice
3 medio
4 anulare
5 mignolo.

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Come sedere al pianoforte

Ciao,

E’ importante sedersi al pianoforte davanti al centro della tastiera e alla giusta altezza in modo che le braccia e le mani abbiano la massima libertà di movimento.

Per non prendere brutte abitudini, per mantenere in salute le articolazioni della mano, per non farti venire dolori al collo e alla schiena, tutte le volte che ti siedi al pianoforte, prima di iniziare a suonare, ti consiglio di controllare quanto segue:

Siedi dritto, solo leggermente inclinato in avanti, sulla parte anteriore dello sgabello, mi raccomando non su tutto lo sgabello.
Siediti non troppo vicino e neppure troppo lontano dalla tastiera.

Lo sgabello deve essere allineato al pianoforte.
Sarebbe meglio avere la panchetta e non lo sgabello rotondo.
Regola l’altezza della panchetta in modo tale che i gomiti e gli avambracci non siano più in basso del livello della tastiera.

Le ginocchia devono stare un poco sotto la tastiera.
Poggia i piedi sul pavimento.
Il piede destro può stare leggermente più avanti rispetto al sinistro.
Non incrociare le gambe o i piedi.

Tieni le braccia, le mani e i polsi rilassati. Non alzare le spalle.
I gomiti devono essere aderenti al corpo non allargati in fuori.

Madeline Bruser  (L’arte di esercitarsi) consiglia:
“Se i gomiti non si trovano all’altezza dei tasti bianchi, aggiustate lo sgabello fino a che non lo sono.
Usate un metro da falegname o a nastro per verificare che la distanza tra il pavimento e il gomito sia uguale a quella tra il pavimento e la superficie dei tasti bianchi”.

Le eccezioni ci sono sempre ad esempio il grande pianista Glenn Gould non teneva una corretta postura, per suonare il pianoforte al posto della panchetta utilizzava una normale sedia.

“Più che uno sgabello, un inginocchiatoio: così basso che il volto sfiorava le mani in una specie di preghiera intraducibile.” Smim.it

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Come premere i tasti del pianoforte

Ciao,

la forma della mano rilassata come quando cammini è la forma corretta per suonare: seduto, con le braccia come quando cammini, solleva il braccio con la mano che pende e la posizioni sul pianoforte senza cambiare forma alla mano, tieni il polso allo stesso livello delle braccia.

Quando suoni tieni le dita curve, mi raccomando unghie corte, immagina di tenere in mano una pallina, in modo delicato senza romperla. Suona con le punta delle dita/polpastrello senza piegare la prima falange.
Il pollice abbassa il tasto in modo verticale senza piegare la nocca, poggia sul tasto solo per la lunghezza dell’unghia e non deve mai stare all’esterno della tastiera.

Il pollice si muove anche verso il palmo, va sotto le altre dita quando deve suonare ad esempio la scala. ma abbassa il tasto sempre in modo verticale e senza piegare la nocca.

In seguito la mano si adatterà ai brani da eseguire e si useranno anche le dita distese, oppure la mano si spingerà fin dentro i tasti o uscirà fuori dai tasti neri.

I tasti vanno premuti con decisione fino in fondo senza contrarre le dita.
Le dita devono premere i tasti da vicino e a fondo sia nel piano che nel forte.
Il braccio deve essere morbido dal polso alla spalla, sia nel piano che nel forte.

Quando si suona non si muovono solo le dita ma partecipa tutto il corpo. Si devono però evitare movimenti inutili.
Lo scopo è di ottenere il massimo risultato con il minimo di dispendio di energie.

Prima di abbassare qualsiasi tasto devi decidere quanto suono vuoi
ottenere il suono del pianoforte non è sempre uguale, come nelle tastiere non pesate.
Si ottiene un suono più o meno forte secondo la maggiore o minore pressione delle dita sui tasti.
Quindi se abbassi un tasto con poca forza ottieni un suono piano, quando lo abbassi con più forza produci un suono più forte.

Suonare in modo legato è la base fondamentale per una bella sonorità.
Si ottiene in questo modo:
premuto un tasto il dito si alza nel momento preciso in cui un altro dito preme un altro tasto.

Quindi fai attenzione: un dito non deve lasciare il tasto prima che un altro dito abbia suonato un altro tasto.
Una nota segue l’altra senza interruzione. Evita di dare alla mano qualsiasi scossa, evita movimenti superflui e dita troppo sollevate. Le dita che non suonano essere rilassate e appoggiate ai tasti.

Esercizi:
1) Suona in modo legato, una successione di tasti bianchi congiunti. Puoi partire da qualsiasi tasto bianco ma se lo esegui iniziando con la nota Do, puoi anche cantare la successione delle note mentre suoni e memorizzare gli intervalli delle prime cinque note della scala musicale.
Suona lentamente Do Re Mi Fa Sol Fa Mi Re Do, prima con una mano poi con l’altra:
Mano destra: dal pollice al mignolo nella parte ascendente e dal mignolo al pollice nella parte discendente.
Mano sinistra: dal mignolo al pollice nella parte ascendente e dal pollice al mignolo nella parte discendente.
2) Chopin faceva eseguire questo esercizio in un altra posizione.
Mano destra: pollice Mi, indice Fa diesis, medio Sol diesis, anulare La diesis, mignolo Do.
Mano sinistra: mignolo Mi, anulare Fa diesis, medio Sol diesis, indice La diesis, pollice Do.
3) Variante: esegui l’esercizio numero 1 senza legare i suoni fra loro e suona lo stesso tasto tre volte:
DoDoDo, ReReRe, MiMiMi, FaFaFa, SolSolSol, FaFaFa, MiMiMi, ReReRe, DoDoDo.

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Battuta o misura

Ciao,

Il pentagramma è diviso da righe verticali chiamate stanghette.
Lo spazio tra una stanghetta e l’altra si chiama battuta o misura.
Alla fine di un brano musicale c’è una doppia stanghetta conclusiva, una stanghetta sottile e una in grassetto.

Ogni battuta contiene un numero uguale di battiti (tempi, movimenti, pulsioni) indicati da frazioni che sono poste all’inizio del brano, dopo la chiave.
Queste frazioni prescrivono il tempo delle battute.
Il primo tempo di ogni battuta si chiama tempo forte.

Indicazioni di tempo

Il tempo è l’unità di misura per calcolare la durata dei suoni.
Si indica con una frazione scritta all’inizio di un brano, o di una sezione di un brano.
Il numero superiore (numeratore) indica quanti movimenti ci sono in ogni misura (il numero dei tempi in ogni battuta).
Il numero inferiore (denominatore) indica quale tipo di nota equivale ad ogni singolo movimento-tempo.
Talvolta il numero inferiore è sostituito da una nota.

Tempi a suddivisione binaria:
(il tempo e il suo valore sono divisibili due parti)

2 significa due tempi/movimenti per ogni misura
4 significa che la semiminima /quarto corrisponde a un movimento

3 significa tre tempi/movimenti per ogni misura
4 significa che la semiminima/quarto corrisponde a un movimento

4 significa quattro tempi/movimenti per ogni misura
4 significa che la semiminima/quarto corrisponde a movimento

Tempi a suddivisione ternaria:
(il tempo e il suo valore sono divisibili in tre parti)

6 significa sei tempi/movimenti per ogni misura
8 significa che la croma/ottavo corrisponde a un movimento.

9 significa nove tempi/movimenti per ogni misura
8 significa che la croma/ottavo corrisponde a un movimento

12 significa dodici tempi/movimenti per ogni misura
8 significa che la croma/ottavo corrisponde a un movimento

Il tempo 4/4 si chiama anche tempo ordinario e si può esprimere con il segno C

A presto!
Gabriella

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Maria Anna Mozart

Ciao,

Maria Anna  Mozart ( 1751 – 1829) pianista austriaca sorella maggiore di Mozart.

Anche la sorella di W. Mozart aveva un precoce talento musicale.
Nannerl, con questo vezzeggiativo veniva chiamata, si esibiva insieme al fratello al clavicembalo e al fortepiano.

Wolfang compose il Concerto per due pianoforti e orchestra KV 365
per suonarlo insieme con lei e in occasione del suo onomastico del 1776
scrisse il Divertimento in Re Maggiore per Oboe, Corni ed Archi KV 251, “Nannerl Septett”.

Anna diventò grande pianista ed era molto apprezzata come insegnante di musica. Anche Wolfang l’apprezzava molto e chiedeva il suo parere sottoponendole le sue partiture.

Wolfang la incoraggiava inoltre a comporre e probabilmente ci provò.

Nel 1770 Mozart le scrisse:
“Sono stupefatto! Non sapevo fossi in grado di comporre in modo così grazioso. In una parola, il tuo Lied è bello. Ti prego, cerca di fare più spesso queste cose.”

Ma delle sue composizioni non ci è arrivata nessuna traccia, neppure del  Lied nominato nella lettera da Wolfang.

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Gabriella

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Fanny Mendelssohn

Ciao,

Fanny Mendelssohn (1805 – 1847), dopo il matrimonio, Fanny Mendelssohn Bartholdy.

Fanny era pianista e compositrice, compose più di 460 brani di musica.
Alcuni suoi brani vennero pubblicati con il nome del fratello Felix Mendelssohn.

Molte sue composizioni per pianoforte sono Lied (Canzoni senza parole).
Per il pianoforte ha scritto anche un serie di di brani che descrivono i mesi dell’anno, Das Jahr.
Ogni brano era illustrato dal marito su carta colorata e accompagnati da una breve poesia.

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Gabriella

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Francesca Caccini

Ciao,

Francesca Caccini  (1587 – 1641)  compositrice, clavicembalista e soprano italiana è stata la prima donna a scrivere un’opera.

Figlia e allieva del musicista Giulio Caccini, divenne famosa con il diminutivo toscano di “Cecchina” tanto che a Palazzo Rospigliosi sulla sua effige in marmo c’è l’iscrizione in latino: Cechine Puchritudinis immortalati.

Prestò servizio alla corte dei Medici a Firenze come cantante liutista e clavicembalista

Contribuì all’evoluzione della musica barocca. Era una donna di grande cultura, oltre a essere cantante, liutista e clavicembalista scrisse poesie in italiano e latino.

Tra le sue poche opere arrivate fino ai nostri giorni ci sono
alcuni pregevoli lavori vocali,
il Primo Libro delle Musiche a una e due voci e il melodramma La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcina con il libretto di Ferdinando Saracinelli e Ludovico Ariosto.

Francesca Caccini:  Che t’ho fatto io

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Gabriella

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Maddalena Casulana

Ciao,

Maddalena Casulana (1544-1590) compositrice, liutista e cantante italiana del tardo Rinascimento. Viene ricordata per essere stata la prima donna compositrice ad aver pubblicato nella storia della musica occidentale.

Quel poco che si conosce riguardo alla vita di Maddalena è stato estrapolato dalle dediche e lettere scritte nella sua collezione di madrigali. Nel 1568 pubblicò a Venezia il suo primo libro di madrigali per quartetto vocale, prima composizione pubblicata da una donna.

Nella dedica del suo primo libro ad Isabella de’ Medici scrisse che era orgogliosa di dimostrare che anche le donne e non solo gli uomini avevano doti intellettuali.

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Melba Liston

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Melba Doretta Liston (1926 – 1999)
trombonista arrangiatrice e compositrice americana

Melba Liston era una donna che eccelleva in una professione dominata dal maschi. Nonostante fosse apprezzata nella comunità jazz dovete affrontare  numerosi problemi.

Problemi di vita quotidiana che altri ragazzi non passano, come i problemi sulla strada, femminili, di alloggio, la lavanderia ecc.. le lotte che ha vissuto durante tutta la sua vita, come le donne afro-americane, che hanno influenzato la sua carriera musicale.

Molte volte le negavano l’accesso alle maggiori opportunità di lavoro.
Ha sempre dovuto dimostrare le proprie capacità per ottenere una occupazione come musicista, compositrice e arrangiatrice e non veniva pagata adeguatamente.

Ma anche se ha sempre dovuto lottare durante la sua carriera contro la discriminazione razziale e contro l’atteggiamento di avversione nei suoi confronti da parte degli uomini è stata la prima donna trombonista a lavorare dal 1940 al 1960 in grandi band come Gillespie,  Duke Ellington,
Count Basie, Quincy Jones, Gerald Wilson e Clark Terry.

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Germaine Tailleferre

Ciao,

Germaine  Tailleferre (1892 – 1983) compositrice francese.

Germaine iniziò lo studio del pianoforte con la madre, e iniziò in giovanissima età a comporre piccoli brani.

Entrò al conservatorio di Parigi all’insaputa di suo padre che non condivideva questa scelta. Quando vinse il primo premio di solfeggio il padre l’autorizzò a continuare gli studi ma non la finanziò. Forse il desiderio di rivincita, la spinse a cambiare il suo cognome Taillefesse con il cognome della madre: Tailleferre.

Tra le sue composizioni ricordo tre Studi per pianoforte e orchestra, un Concerto per violino, Concerto Grosso (per due pianoforti, otto voci soliste, quartetto di sassofoni e orchestra), quattro balletti, quattro opere, due operette.

Recentemente è stato ritrovato e registrato nel 2004 il Concerto per due chitarre e orchestra.

Concerto per pianoforte e orchestra ridotto per due pianoforti:
Maciej Granat – piano
Jonathan Plowright – piano
Allegro 00:10
II Adagio 05:25
III Finale – Allegro non troppo 10:09

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Ladri di carrozzelle

Ciao,

“Ladri di carrozzelle sul palco dell’Ariston (2017),
per dire a tutti che stravedono per la vita.

La band rock nata 28 anni fa è formata esclusivamente da musicisti con disabilità. Si tratta del progetto sociale più longevo del mondo musicale italiano collegato al Terzo Settore, il mondo del volontariato.

La band dedica l’esibizione a Piero Petrullo, ex della band trovato morto nei giorni scorsi nella sua abitazione alle porte di Roma. L’artista era uscito dal gruppo 7 anni fa.

L’argomento viene trattato in conferenza stampa, ma viene chiesto di mettere l’accento sulla vita e sulla parte positiva: “Sono persone che, nonostante mille difficoltà, amano vivere”, dicono dal palco.

Hanno aperto la finalissima con una canzone, “Stravedo per la vita”, che contiene un testo “necessario” per raccontare all’Italia che c’è ancora una parte della società che crede nella vita.

Paolo Falessi, direttore dei Ladri di carrozzelle, racconta come è iniziato tutto: “Lavoravo in un villaggio, mi chiedono di animare un gruppo di handicappati – come venivano definiti vent’anni fa. Ho scoperto che si trattava di un gruppo di matti e quella settimana al villaggio se la ricordano ancora tutti. Abbiamo continuato a frequentarci anche dopo, a Roma, andavamo a vedere i concerti, poi ci siamo detti: perché non li facciamo noi? Noi facciamo musica sbrock, perché siamo un po’ matti. C’erano i ladri di biciclette, che ce ne facciamo noi delle bici? Facciamo i ladri di carrozzelle”.

Sul palco dell’Ariston, il più importante d’Italia, li ha guidati il direttore d’orchestra Federico Capranica.

E’ l’ironia la cifra della loro musica: “Distrofichetto, Stravedo per la vita e tanti altri titoli che giocano sul tema della disabilità ridendoci sopra”. Fanno tantissime date in giro per l’Italia, con il sogno di costruire una casa della musica, anche per rispondere al “dopo di noi”. www.sanremonews.it

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Posizione note sulla tastiera

Ciao,

ecco come trovare le note sulla tastiera.
La tastiera è composta da una serie ininterrotta di tasti bianchi e da gruppi di tasti neri.
I tasti neri sono a gruppi di due e di tre, questo ci permette di trovare con più facilità le note sul pianoforte.
Il nome di ogni singolo tasto bianco si può trovare in relazione ai tasti neri:
Il DO si trova a sinistra del gruppo di due tasti neri
il RE si trova in mezzo al gruppo di due tasti neri
il MI si trova a destra del gruppo di due tasti neri
il FA si trova a sinistra del gruppo di 3 tasti neri
il SOL si trova fra il primo e il secondo tasto nero nel gruppo di 3 tasti neri
Il LA si trova fra il secondo e terzo tasto nero nel gruppo di 3 tasti neri
Il SI si trova a destra del gruppo di 3 tasti neri.


Le note musicali (do re mi fa sol la si) si ripetono ciclicamente sulla tastiera e  in tutto tra bianchi e neri i tasti del pianoforte sono 88.
La tastiera inizia con le note la e si poi si ripetono le sette note per sette volte formando sette scale musicali di do maggiore.

I suoni diventano sempre più acuti man mano che suoni verso destra (verso il registro acuto della tastiera),
diventano sempre più gravi man mano che suoni verso sinistra (verso il registro grave della tastiera).

Quando suoni in ordine ascendente ( le note sul pentagramma si muovono verso l’alto) le mani si spostano verso la parte destra della tastiera.
Quando suoni in ordine discendente (le note sul pentagramma si muovono verso il basso) le mani si spostano verso la parte sinistra della tastiera.

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Gabriella

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La musica fa bene alla birra

Ciao,

“La musica fa bene a tutti. Perfino alla birra.
La musica fa bene agli alcoolici: al vino e anche alla birra. Una scoperta decisamente imprevedibile, già all’ordine del giorno in Austria e oggi sperimentata con successo anche in Italia. A fare da battistrada a questo innovativo metodo di produzione, è Roy Paci: musicista noto ai più per la sua canzone “Toda Joja, toda beleza” e ora attivissimo nel campo della produzione di birra. In Puglia, Roy ha recentemente iniziato a sperimentare un interessante processo di produzione che fa fermentare la birra a suon di rock.
La scoperta del potere del suono e della musica è qualcosa di molto antico e molto contemporaneo al tempo stesso. Così come nelle antiche realtà tribali, la società moderna si interroga e indaga sulle mille qualità di un’arte che diletta, coccola ed è anche in grado di curare. Già in passato vi abbiamo parlato di come lo studio della musica possa coadiuvare le terapie infantili contro la dislessia e sono diverse – anche al di fuori dell’ambito della musicoterapia – le sperimentazioni che vengono messe a punto giorno per giorno. La musica fa bene all’uomo quindi, ma anche agli animali: l’utilizzo della filodiffusione nelle stalle per incrementare la produzione di latte bovino, è un espediente ormai praticato su larga scala.
Ciò che invece è un po’meno noto, è che oltre che agli uomini e agli animali, la musica fa bene anche agli alcoolici. La scoperta è stata fatta cinque anni fa in Austria, quando nella Scuola di Viticultura di Klosterneuburg è stato prodotto un Gruener Veltliner a ritmo di valzer, polka e musica classica. La scuola austriaca ha spiegato come le onde sonore possano agire sul processo di fermentazione, facendo calare il valore zuccherino in favore di quello di glicerolo.
Prendendo le mosse da questa interessante scoperta, Roy Paci e il suo socio Francesco Caprioli, si sono lanciati nella “produzione musicale” di birra. “Abbiamo realizzato con la collaborazione di alcuni scienziati un sistema originale di sonorizzazione per i nostri fermentatori – racconta Paci – All’interno di questi diffondiamo compilation rock. Un metodo che, attraverso alcuni workshop, stiamo facendo conoscere in tutta Italia“. La sperimentazione, tuttavia, non si esaurisce nel campo della produzione di birra, ma va oltre, confluendo nel concetto di “gastrofonia”: l’esplorazione degli orizzonti sonori del cibo che è diventata attualmente materia di un corso di studio all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo.”
BuoneNotizie.it

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